Piattaforma scientifica

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Piattaforma scientifica2018-10-22T20:22:40+00:00

La piattaforma scientifica di cui ci serviamo è quella delle reti neurali autogenerative.

Che cosa sono le reti neurali ?

E’ l’unico modello unitario di cui attualmente dispone la scienza per studiare i sistemi complessi ( Strogatz, Odifreddi).

In base a tale paradigma “i fenomeni naturali, la società, l’economia e la comunicazione funzionano allo stesso modo, cioè secondo principi dinamici che sono propri della natura”. Il primo di tali principi è quello che regola le connessioni sinaptiche fra i nostri neuroni. Questo principio però per la prima volta non rimane confinato nell’ambito delle neuroscienze (Zeki, Rizzolatti ed altri), ma viene esteso ad altri fenomeni naturali o creati dall’uomo. Infatti gli elementi compositivi di tali sistemi si assemblano fra loro con la stessa modalità con cui si connettono i nostri neuroni biologici, per cui diventano a tutti gli effetti neuroni artificiali. Così un dipinto di Leonardo diventa una mappa di neuroni artificiali come un abito di Armani o lo smartphon di Apple.

Quali sono le attività di laboratorio?

Con il metodo simulativo su calcolatore I ricercatori operano in tre direzioni:

  1. riconfigurano gli oggetti di studio in mappe di neuroni artificiali;
  2. elaborano artefatti già noti con procedura bottom-up in modo da far emergere da tali sistemi microscopici aspetti nascosti;
  3. generano nuovi artefatti configurandoli nel linguaggio naturale delle reti autogenerative. Questo processo si svolge secondo due criteri: innanzitutto la forma del sistema viene determinata dalla materia di cui esso è fatto; in secondo luogo le architetture connettive della sua configurazione visiva vengono definite dai “pesi” delle unità del sistema.

Nessuna differenza quindi con la genesi di un fiore o di una conchiglia!

Quali sono i vantaggi di queste operazioni?

Semplice: il linguaggio naturale viene colto e compreso in automatico da tutti gli individui prescindendo dalle loro variabili nazionali, culturali e formative. Ma l’uso delle reti presenta anche un altro vantaggio: il suo linguaggio non è alternativo alle modalità culturalizzate con cui operano attualmente i professionisti della comunicazione, del design e dello spazio strutturato. Infatti il linguaggio specifico delle reti è detto “sub-simbolico” perché opera al di sotto di quello simbolico con il quale però interagisce formando un sistema espressivo complesso. Questo sistema funziona come un doppio codice.

Il doppio codice

Questa scoperta è avvenuta proprio nel Laboratorio Synapticart durante l’analisi di innumerevoli opere di grandi artisti di epoche e luoghi volutamente diversi fra loro. Questa scelta metodologica aveva lo scopo di scoprire se in queste opere così eterogenee potessero celarsi eventuali meccanismi comuni di natura sub-simbolica. Abbiamo elaborato capolavori di Leonardo, Tiziano, Fontana, Magritte, Mirò, Chagall, Beuys, Weston, Brewster, Pesce, Maurer, Mendini, Piano, Gehry, Cattelan, Hirst, Quinn, ed altri.

Al termine di tali lavori è emerso che questi fuoriclasse dell’arte hanno creato intuitivamente microsistemi espressivi sub-simbolici che agiscono al di sotto delle configurazioni manifeste delle loro opere. Grazie a questi meccanismi biopsichici i loro capolavori hanno raggiunto un successo indiscusso.

L’uso del doppio codice infatti ha tre proprietà: a) dinamizza il sistema; b) viene captato in automatico da tutti; c) esercita una funzione attrattiva superiore a quella che avrebbe avuto la semplice configurazione simbolica o monodimensionale della stessa opera.

Mission

Progettare sistemi espressivi complessi con il linguaggio naturale delle reti neurali in modo che i nuovi artefatti possano interagire in automatico con individui di culture diverse in base al principio dell’embodied mind e degli SMI. Con tali strumenti possiamo infatti identificare le istanze profonde degli utenti superando i limiti ormai evidenti dei big data e del biomarketing.