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Attività2019-03-27T23:40:21+00:00

Attività pregressa del Laboratorio

Abbiamo svolto un gran lavoro di ricerca per il trasferimento tecnologico del paradigma delle reti neurali in vari settori della comunicazione visiva, dell’arte, del design e degli spazi espositivi. Dopo aver testato i risultati delle nostre ricerche abbiamo provveduto a pubblicarle su Amazon.

Già nel 2000 Nicola Colecchia, fondatore di Synapticart, ha pubblicato il primo saggio scientifico sulla complessità e sulle reti neurali in Italia, in collaborazione con Filippo Zaccardi, matematico e fisico. Il testo, edito da FrancoAngeli con il titolo “La Rottura della Simmetria”, ha avuto il merito di anticipare di anni il dibattito sulla interazione tra Arte e Scienza, emerso ufficialmente solo nel 2017 per merito dei Fisici del Cern che hanno prodotto un docufilm sul “Senso della Bellezza”( regia di Valerio Jalongo).

Nel 20012 Colecchia ha svolto un ciclo di conferenze presso il Museo di Arte e Scienza G. Matthaes di Milano, Via Q. Sella, intitolato “ Scenari scientifici futuri per le arti visive”.

In occasione dell’Expo, Synapticart ha prodotto un evento su “Neuroni e Superdesign”, presso la struttura del SuperstudioPiù di Via Tortona a Milano.

Per il Palinsesto della XXI Triennale International Exhibition Milan, il Laboratorio ha presentato i “Neuroni di Monna Lisa” (27/05/16).

Progetti in cantiere

Il Laboratorio si propone di realizzare progetti innovativi di rilevante incidenza sul mercato globale. La peculiarità di tali interventi si fonda su una tecnologia più evoluta di quella attuale che emergerà nei prossimi dieci anni. Questa previsione si fonda su dati plausibili:
a) la cultura occidentale ha parcellizzato i domini cognitivi dell’uomo creando steccati fra discipline;
b) di conseguenza in ambiti di ricerca distanti da quella attuale del design stanno già emergendo innovazioni tecnologie che potrebbero essere sfruttate opportunamente nella progettazione di nuovi artefatti e servizi; ma tutto ciò rischia di rimanere al di fuori del circuito professionale di chi opera attualmente nell’hub ufficiale del design;
c) solo chi si è formato a livello interdisciplinare saprà convogliare risorse tecnologie diverse in un modello unitario della complessità.
Nella nostra prospettiva di ricerca, però, la tecnologia non si limita più ad occuparsi della sola fisica dei materiali (certamente da non sottovalutare), ma apre nuovi scenari: l’energia delle forme, la risonanza tra sistemi, l’incidenza dei pesi connettivi, l’oggettività dei pattern, l’ampiezza delle architetture connettive, il doppio codice, la polifunzionalità del prodotto, ecc. Nella nostra prospettiva la creatività, intesa come estro individuale del designer, viene dunque rimodulata in una nuova forma dell’intelligenza collettiva per progettare in gruppo artefatti complessi analoghi a quelli attuali dell’Apple e dell'”internet delle cose”.